Le nostre aziende si stanno sempre più avvicinando all’istituto del tirocinio formativo e, pertanto, riteniamo quanto mai utile focalizzarci sinteticamente sull’argomento per ampliare la platea dei possibili fruitori.
Il tirocinio rappresenta una delle principali modalità per avvicinare i giovani (e non solo) al mondo del lavoro. Si tratta di un periodo di formazione e orientamento professionale, che consente di acquisire competenze pratiche e di integrare quanto appreso in ambito teorico durante il percorso di studi.
Il tirocinio è regolato da specifiche normative e può assumere diverse forme, adattandosi alle esigenze sia dei giovani studenti sia di coloro che sono in cerca di un’opportunità per il reinserimento lavorativo.
Rappresenta un’opportunità formativa ed è uno strumento fondamentale per agevolare l’ingresso dei giovani e di chi cerca una nuova opportunità nel mondo del lavoro, nonché un vantaggio strategico per le aziende.
Il tirocinio è un periodo di formazione “sul campo”, ovvero un periodo di orientamento al lavoro finalizzato all’acquisizione di competenze professionali, all’arricchimento delle esperienze o all’inserimento/reinserimento nel mondo del lavoro. Si tratta dunque di uno strumento non necessariamente rivolto ai giovani.
Possono essere interessati a svolgere uno stage:
• Studenti nell’ambito del proprio percorso di studi
• Neolaureati
• Disoccupati impegnati in un percorso di reinserimento lavorativo
• Stranieri residenti all’estero
• Persone con disabilità
Il tirocinio non si configura come un rapporto di lavoro, ciò nonostante, sono previste specifiche tutele per gli stagisti, ad esempio in caso di malattia di lunga durata o maternità, con sospensione del tirocinio senza incidere sulla durata complessiva, oltre ad essere assicurati presso INAIL e con apposita polizza per la responsabilità civile verso terzi.
Regole e funzionamento dei tirocini variano in base alla tipologia, al percorso formativo, alla durata, all’azienda ospitante, al piano formativo, al tutor e alla motivazione del tirocinante.
Il legislatore prevede due principali tipologie di tirocinio: curriculare ed extra-curriculare.
Tirocinio curriculare rivolto a studenti impegnati in percorsi di studi universitari o di formazione professionale. Il primo permette di acquisire crediti formativi e integrare l’apprendimento teorico con esperienze pratiche. Generalmente è organizzato dalle stesse istituzioni scolastiche o universitarie, ha una durata legata al percorso formativo e si svolge durante gli studi.
Tirocinio extra-curriculare, quello che stanno utilizzando le nostre aziende, è destinato a chi ha già completato gli studi o a chi cerca un inserimento nel mondo del lavoro o un reinserimento dopo un periodo di disoccupazione o inattività. Questo tipo di tirocinio ha l’obiettivo di favorire l’inserimento professionale attraverso un’esperienza sul campo.
È disciplinato dalle Regioni e Province autonome, che possono variare le modalità di accesso e l’indennità minima stabilita per legge in almeno 300 euro al mese. Alcune Regioni offrono indennità superiori, arrivando fino a 800 euro. Per la Regione Campania l’indennità minima è fissata in 500,00 euro.
La durata dei tirocini varia a seconda della tipologia:
• Curriculare: fino a un massimo di 4 mesi per studenti delle scuole secondarie e 12 mesi per gli altri percorsi di studio.
• Extra-curriculare: fino a 6 mesi per tirocini formativi e di orientamento, 12 mesi per quelli di inserimento lavorativo e 24 mesi per persone con disabilità.
Per i tirocini extra-curriculari, è prevista un’indennità di partecipazione, che non costituisce un vero e proprio stipendio in quanto il tirocinio non è considerato un rapporto di lavoro subordinato. Tuttavia, l’indennità ha lo scopo di coprire le spese sostenute dal tirocinante durante il periodo di formazione.
Sono previste sanzioni (da € 1.000,0 a € 6.000,00) in caso di mancato pagamento dell’indennità, che deve essere corrisposta solo a fronte di una partecipazione minima del 70% del tirocinante.
L’indennità è configurabile come reddito da lavoro assimilato ma non comporta la perdita dello stato di disoccupazione.
Ospitare un tirocinante può rappresentare un’opportunità per le aziende. Tra i vantaggi, vi è la possibilità di formare nuove risorse, valutarne le competenze e inserirle nell’organico aziendale. Inoltre, sono spesso previste agevolazioni fiscali per le imprese che decidono di assumere i tirocinanti al termine del periodo di formazione.
Con riferimento al tirocinio extra-curriculare, è stato stabilito il numero massimo di tirocinanti che un’azienda può assumere:
• 1 tirocinante per le aziende da 0 a 5 dipendenti;
• 2 tirocinanti per le aziende da 6 a 20 dipendenti;
• 10% della forza lavoro per le aziende con più di 20 dipendenti.
Per avviare un tirocinio è necessaria la stipula di una convenzione tra un soggetto promotore (ad esempio, un’università, un centro per l’impiego o un ente di formazione) e un soggetto ospitante (l’azienda che accoglierà il tirocinante). Ogni tirocinio prevede la nomina di un tutor da entrambe le parti, che seguirà il percorso formativo del tirocinante. Inoltre, viene definito un Piano Formativo Individuale (PFI) che stabilisce le attività da svolgere e le competenze da acquisire. Ovviamente ci deve anche essere un contratto scritto firmato da tutte le parti coinvolte.