Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la classificazione Istat delle attività economiche ATECO 2025, la quale sarà adottata operativamente a partire dal 1° aprile 2025. La nuova classificazione, così come la precedente versione, colloca il settore delle costruzioni nella sezione F con i codici che vanno dal 41 al 43. E’ disponibile presso gli uffici associativi una nota esplicativa Ance per chi volesse approfondire (GR/BR)
La realizzazione dell’ATECO 2025 è il risultato di un articolato lavoro di revisione effettuato dall’Istat in collaborazione con enti istituzionali, amministrativi, organizzazioni imprenditoriali e coadiuvato da una rete di utenti esperti e stakeholder, attraverso l’istituzione di un Comitato tecnico.
L’Ance ha partecipato attivamente al processo di revisione, con proposte volte ad integrare e aggiornare i codici di attività economica del settore alla luce degli importanti cambiamenti che hanno coinvolto le imprese negli ultimi anni.
La nuova classificazione, così come la precedente versione, colloca il settore delle costruzioni nella sezione F con i codici che vanno dal 41 al 43, e si caratterizza, oltre che per una terminologia più corretta nella definizione delle varie attività, anche per l’inserimento di ulteriori specifici codici. In merito alla sezione F si riporta in allegato un primo schema semplificato delle codifiche e delle attività afferenti alle costruzioni, cui seguirà la versione completa con il dettaglio delle descrizioni e delle varie sottocategorie.
Alla base degli elementi innovativi rispetto all’ATECO 2007 vi è certamente l’esigenza di includere attività che stanno assumendo sempre più rilevanza nell’ottica della transizione ecologica; su tutte, l’efficienza energetica degli edifici, al centro della Direttiva Europea n. 2023/1791 (c.d. “Case Green”), e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le nuove specifiche riflettono peraltro l’attuale preponderanza dell’attività di manutenzione straordinaria rispetto alla nuova edilizia, trasversale a tutti i comparti, dall’abitativo al non residenziale. Sulle attività di ristrutturazione e riqualificazione si è quindi focalizzata l’attenzione della NACE e dello stesso Istat, che hanno introdotto nuovi codici e descrizioni più puntuali, data la notevole importanza ricoperta da tali interventi nel complesso del settore delle costruzioni.