Consiglio di Stato e inversione procedimentali

Con la sentenza n. 3233/2025, il Consiglio di Stato ha fornito chiarimenti sulla possibilità per la stazione appaltante di procedere alla verifica dei requisiti dei concorrenti anche in deroga alla regola dell’inversione procedimentale, nonché sui presupposti di validità dei contratti di avvalimento stipulati ai sensi dell’art. 89 del d.lgs. n. 50/2016.

La vicenda trae origine da una procedura di gara per la gestione integrata di fabbricati industriali, locali di servizio e impianti tecnologici, all’esito della quale veniva disposta l’aggiudicazione in favore di un concorrente, con successiva esclusione di altro operatore per carenze nei contratti di avvalimento prodotti a corredo dell’offerta.

In primo grado, il TAR ha ritenuto legittimo l’esercizio del potere di verifica da parte della stazione appaltante e ha condiviso le valutazioni espresse circa l’inefficacia dei contratti d’avvalimento, ritenuti strutturalmente instabili a causa di clausole risolutive idonee a compromettere gli obblighi dichiarati. Il Consiglio di Stato ha confermato integralmente tale decisione, sottolineando la piena legittimità delle verifiche condotte dalla stazione appaltante e l’insussistenza dei presupposti per la validità dell’avvalimento in presenza di condizioni contrattuali incerte.