Sindrome da burnout: definizione, sintomi, cause

Sindrome da burnout e stress lavoro correlato, ecco di cosa si tratta: cause, sintomatologia, ripercussioni psico-fisiche, come riconoscere il problema.

Secondo il Rapporto Censis 2025, il 31,8% dei dipendenti italiani ha sperimentato forme di esaurimento, estraneità o sentimenti negativi nei confronti del proprio lavoro, ossia forme di burn-out

Oggi è diventato un fenomeno fortemente riconosciuto. Teorizza una particolare tipologia di stress lavorativo che interessa corpo, mente e spirito con risvolti profondi e pericolosi, anche per la difficoltà di essere riconosciuto come malattia professionale.

L’OMS ha inserito tale sindrome tra le malattie professionali ed in Italia anche la Cassazione ha riconosciuto il peso delle patologie specifiche, prevedendo un indennizzo INAIL a determinati condizioni, quando il burnout è strettamente collegato alla prestazione lavorativa (cfr.: ordinanza 29611/2022 e sentenza 4279/2024).

La sindrome del burnout è uno specifico disagio psicofisico connesso al lavoro e fondamentalmente causata dallo stress generatosi sul lavoro. Le componenti sono classificabili in:

  • deterioramento dell’impegno lavorativo;
  • deterioramento delle emozioni associate al lavoro;
  • problema di adattamento al lavoro a causa dell’eccessivo carico.

La difficoltà principale che si pone alla base di questi problemi legato allo stress in ambito lavorativo è quella di capire il proprio stato e comprendere cosa si sta vivendo; questo perché i sintomi sono spesso comuni e “normali” in periodi più complessi.

 Tra i sintomi si trovano la stanchezza, l’insonnia, il nervosismo, la mancanza di voglia di vivere e l’incapacità di stare fermi. Se si parla dei problemi fisici troviamo invece sintomi gastrointestinali, tensione muscolare, vertigini, tachicardia, manifestazioni cutanee ma anche allergie improvvise. Per quanto riguarda la propria psiche ci si trova a vivere la quotidianità con rabbia ed aggressività immotivate, depressione, scarsa autostima, incapacità di alzarsi dal letto per andare al lavoro, senso di colpa, sensazione di fallimento e difficoltà a relazionarsi con gli altri.

La sindrome di burnout nasce per diversi fattori: può influire la situazione familiare, le aspettative professionali, l’incapacità di gestire situazioni stressanti ma anche l’alta emotività. Più di frequente scaturisce soprattutto per questioni organizzative e professionali. Spesso si sviluppa anche a causa di una retribuzione ritenuta inferiore a quello che è il carico di lavoro. Il burnout può perfino essere legato a condizioni ambientali che non aiutano il lavoratore nello svolgimento del proprio compito, come appunto un ambiente sfavorevole, turni e orari stressanti, routine burocratica.

Secondo il rapporto recente del Censis, il malessere psicologico nel mondo del lavoro coinvolge oggi il 47,7% dei giovani, il 28,2% degli adulti, e il 23% dei dipendenti anziani.

Il 73% vive situazioni di stress o ansia lavorativa, il 76,8% mancanza di equilibrio tra vita privata e lavoro, il 75,9% soffocamento dovuto alle responsabilità quotidiane, il 73,9% eccessiva pressione quando lavora. Il 67,3% non riceve supporto da parte del datore di lavoro, il 68,5% percepisce un ambiente lavorativo ostile, il 65% non riesce a concentrarsi per il troppo stress, il 36,7% è dovuto andare dallo psicologo o da un counseling.