Spesa dei fondi strutturali europei – Dati

Dal monitoraggio sui  fondi strutturali 2021-2027, effettuato esattamente a metà del ciclo di programmazione, emerge che al 31 agosto del 2025, complice la priorità data ai progetti e alla spesa del Pnrr e a quattro anni e mezzo dalla scadenza per la rendicontazione dei pagamenti (fissata al 2029), la spesa è ferma a poco meno di 6 miliardi cioè l’8% dei 74,8 miliardi (42,7 di risorse europee e 32,1 di cofinanziamento nazionali) disponibili in totale tra fondi Fesr, Fse+, Just transition fund e Feampa. La quota di risorse impegnate è invece pari al 27,1%.

Il nuovo schema adottato dalla Commissione prevede la possibilità di riallocare una quota

verso le nuove priorità della coesione Ue – difesa, resilienza idrica, alloggi, energia, competitività – con il vantaggio per le amministrazioni che aderiscono di ricevere una quota aggiuntiva di prefinanziamento e di beneficiare della proroga di un anno, al 2030, del periodo di ammissibilità della spesa.

La Cabina di regia per la coesione, presieduta dal ministro Tommaso Foti, il 28 ottobre 2025, ha esaminato le prime rimodulazioni, proposte dalle varie amministrazioni, dei

programmi 2021-2027 per 2,6 mld € della quota UE, al netto del cofinanziamento

nazionale, orientando la spesa verso le nuove priorità introdotte dal pacchetto UE di

riesame intermedio.

Gli aumenti previsti:

• Alloggi a prezzi accessibili: 887 mln €

• Reti/Resilienza idrica: 729 mln €

• Transizione energetica: 278 mln €

• STEP – tecnologie strategiche per l’Europa: 204 mln €

• Difesa/Sicurezza/dual use: 196 mln €

• Preparazione civile: 12 mln € • Formazione/occupazione (FSE+) per STEP e decarbonizzazione: 361 mln €.