Caro prezzi, il sistema Ance chiede un intervento del Governo

Centinaia di segnalazioni da parte delle imprese di rincari ingiustificati sui materiali da costruzione. Bene, quindi, l’attenzione del Governo per arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno creando sui prezzi. Ma intervenire solo su carburanti e bollette non basta: serve misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise. Sul tema sono intervenuti il presidente dell’Ance, Federica Brancaccio e, a livello locale, il presidente dell’Acen, Antonio Savarese

“Già la scorsa settimana, dopo poche ore dall’inizio del conflitto nel Golfo, abbiamo ricevuto le prime segnalazioni da parte delle nostre imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio. E comunque tutto quello che deve essere trasportato”, spiega la presidente Ance, Federica Brancaccio. Le segnalazioni con il passare dei giorni sono diventate centinaia, anche a livello territoriale.

Bene quindi l’attenzione del Governo che sta studiando misure ad hoc e la richiesta del Ministro Giorgetti di un piano europeo”, continua Brancaccio. “Purtroppo gli effetti sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Pnrr nei tempi previsti”.

Nella stessa direzione è intervenuto il presidente dell’Acen, Savarese, che ha “auspicato l’adozione di uno strumento per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto”.

Uno strumento simile a quello che fu introdotto già per la guerra in Ucraina” continua Savarese. Si tratta peraltro di una misura che avrebbe un impatto limitato e misurabile sui conti pubblici senza pericolo di dispersione e di perdita del controllo della spesa. I rincari, infatti, al di là dell’aumento dei carburanti che indice sui trasporti per l’intera filiera di produzione, hanno riguardato “gli inerti e i materiali lapidei e, com’è immaginabile – continua nel ragionamento il presidente dell’Acen – anche i materiali necessari ai lavori in cantiere (ferro, cemento, conglomerati) hanno subito incrementi che gli imprenditori sono costretti a fronteggiare. Stiamo parlando di aumenti che hanno già raggiunto il 20%. In più – continua Savarese – tutti i derivati dal petrolio (bitume, tubazioni in pead, pvc, etc) stanno subendo impennate ingovernabili che ricadono sulla capacità di approvvigionamento e sull’andamento dei prezzi, che cambiano di giorno in giorno”.