Sentenza del Consiglio di Stato sul Partenariato Pubblico Privato

Con la sentenza n. 1319/2026 il Consiglio di Stato ha fornito chiarimenti in merito all’ambito applicativo dell’art. 134 del d.lgs. 36/2023, relativo alle forme speciali di partenariato pubblico-privato per la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale, nonché al rapporto con la disciplina generale in materia di partenariato e concessioni.

La vicenda trae origine da una procedura avviata ai sensi dell’art. 134, comma 2, del Codice dei contratti, per l’individuazione del partner privato nell’ambito di un progetto di valorizzazione di un complesso museale. L’impugnazione ha riguardato, tra l’altro, l’inclusione nel partenariato di ulteriori spazi e la mancata valutazione preliminare di convenienza e fattibilità di cui all’art. 175, comma 2. Il giudice di primo grado ha respinto il ricorso, ritenendo che l’art. 134 consenta di ricomprendere interventi funzionali alla valorizzazione del patrimonio culturale e che non sia richiesta la valutazione preliminare prevista per le concessioni.

Il Consiglio di Stato ha confermato tale decisione, evidenziando che l’art. 134 disciplina un istituto peculiare, con ambito applicativo specifico e distinto rispetto al regime generale. La norma consente di includere nel partenariato anche beni o spazi ulteriori, purché funzionali alla promozione della conoscenza e della fruizione del patrimonio culturale. È stata inoltre esclusa l’applicazione dell’art. 175, comma 2, trattandosi di disposizione propria della disciplina generale del partenariato. È stato infine richiamato l’orientamento secondo cui, nelle scelte di gestione indiretta delle attività di valorizzazione culturale, deve essere comunque effettuata una valutazione di convenienza rispetto alla gestione diretta.