Associazione Costruttori Edili della Provincia di Napoli



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Annullamento in autotutela del pdc: la P.a. deve tenere conto dell’interesse del privato

È illegittimo l’annullamento in autotutela del titolo edilizio nel caso in cui l’amministrazione non abbia tenuto conto degli interessi del privato controinteressato.

Nel caso esaminato dal TAR Campania-Napoli 28/10/2020, n. 4903, il ricorrente aveva ottenuto un permesso di costruire per la realizzazione di un complesso produttivo in area agricola e, dopo la fine dei lavori avvenuta circa un anno dopo, chiedeva al Comune il rilascio del titolo per cambio di destinazione d’uso da complesso produttivo a civile abitazione. L’Amministrazione negava questo secondo titolo e disponeva l’annullamento in autotutela del permesso originario, ma il ricorrente impugnava entrambi i provvedimenti della P.A.Il TAR ha accolto il ricorso richiamando il principio secondo il quale l’annullamento in autotutela di un titolo edilizio non può essere disposto per la sola esigenza di ristabilire la legalità dell’azione amministrativa, ma deve esternare i profili di interesse pubblico concreto e attuale al ripristino dello status quo ante, nonché dare conto della comparazione di tale interesse con i confliggenti interessi privati discendenti da posizioni giuridiche consolidate.

Ciò in quanto, anche i provvedimenti di annullamento in autotutela di precedenti titoli edilizi sono attratti all’alveo normativo dell’art. 21-nonies della L. 241/1990 che, per effetto delle riforme introdotte dal legislatore (da ultimo, la L. 124/2015), ha riconfigurato il relativo potere attribuendo all’Amministrazione un coefficiente di discrezionalità che si esprime attraverso la valutazione dell’interesse pubblico in comparazione con l’affidamento del destinatario dell’atto.

Per il testo della sentenza è possibile rivolgersi in associazione.

Igino Carulli

Igino Carulli