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Contratti Pubblici: aggiornamenti in tema di conflitto di interessi e termini

La Legge 27 novembre 2023, n. 170 – di conversione del decreto-legge 29 settembre 2023, n. 132, recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini normativi e versamenti fiscali – ha novellato il Codice dei contratti pubblici al fine di ridefinire, in modo estensivo, la causa di conflitto di interesse negli appalti pubblici nonché modificando il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione nelle procedure competitive con negoziazione.

Modifica in tema di conflitto d’interesse (art. 16, comma 1 D.lgs. n. 36/2023)

Il nuovo articolo 15-quater, lettera a), sopprime le parole “concreta ed effettiva” al comma 1 dell’articolo 16 del D.lgs. 36/2023, allargando in tal modo la percezione della minaccia derivante da cause di conflitto di interesse, senza quindi circoscriverla solo ad una minaccia “concreta ed effettiva” come previsto nel testo previgente.

Più in dettaglio, si ricorda che attualmente, il  comma 1 dell’articolo 16 del Codice Appalti identifica il conflitto di interesse nella situazione in cui si trova un soggetto che, a qualsiasi titolo, intervenendo con compiti funzionali nella procedura di gara o nella fase di esecuzione degli appalti o delle concessioni e, al contempo, potendone influenzare, in qualsiasi modo, il risultato, gli esiti e la gestione, abbia direttamente o indirettamente un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità.

Ora, come visto, prima della modifica in commento, tale minaccia, per rilevare si fini della sussistenza del conflitto di interesse, doveva essere connotata da concretezza ed imparzialità, caratteristiche ora non più richiestein tal modo, riallineando la definizione di conflitto di interesse alla definizione contenuta all’articolo 24 della direttiva 2014/24 UE in materia di appalti pubblici.

In ogni caso, si conferma la natura di “rischio di danno[2]” del conflitto di interesse, che si  determina le volte in cui, nell’ambito di un appalto o di una concessione, ad un soggetto sia affidata la funzione di cura dell’interesse al loro corretto ed efficiente andamento (così detto interesse funzionalizzato) ed egli si trovi, al contempo, ad essere titolare (de iure o de facto) di un diverso interesse la cui soddisfazione avviene aumentando i costi o diminuendo i benefici dell’interesse funzionalizzato.

In altre parole, il conflitto di interessi non consiste in comportamenti effettivamente dannosi per l’interesse funzionalizzato, ma in una mera condizione giuridica o di fatto dalla quale scaturisce un rischio (rectius una minaccia) di siffatti comportamenti.

 Modifica in tema di Procedure competitive con negoziazione (Articolo 73, comma 4 D.lgs. n.36/2023)

Sempre il citato articolo 15 quater, alla sua lettera  b), modificando il comma 4 dell’articolo 73, eleva da dieci a trenta giorni il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione nelle procedure competitive con negoziazione, allineando tale termine a quello di trenta giorni previsto dall’art. 29 della direttiva 2014/24/UE in materia di appalti pubblici e dalle altre procedure utilizzate nei settori ordinari (procedura aperta, ristretta, dialogo competitivo e partenariato per l’innovazione – artt. 71-75 del D.lgs. n. 36/2023).

Si ricorda che le introdotte modifiche sono entrate in vigore il 29 novembre u.s.

Igino Carulli

Igino Carulli